Gestire l’emergenza Coronavirus: due esempi concreti

Alcune situazioni straordinarie, causate da eventi esterni imprevedibili, possono mettere in seria difficoltà le imprese e gli imprenditori che non sanno bene come gestire l’emergenza. Lo stiamo vivendo oggi, a causa delle misure restrittive attuate nel mondo per contenere l’epidemia di Coronavirus. Le chiusure forzate causano gravi cali di fatturato e sono, soprattutto, un grosso problema per la liquidità. Le misure messe in campo dal governo (come le moratorie sui mutui, garanzie, ecc.) potrebbero non bastare nel breve periodo.

In queste situazioni è molto importante non perdere la lucidità e non farsi prendere dal panico. In un precedente articolo abbiamo parlato di come un’azienda in generale può prendere provvedimenti, mentre ora vi descriveremo degli esempi concreti di due nostri clienti che abbiamo aiutato a gestire l’emergenza.

Come gestire l’emergenza: un’azienda B2B

Il primo caso è un’azienda che opera nel settore dei biadesivi speciali. L’azienda serve altre aziende operanti in vari settori: alimentare, manifatturiero, automotive, packaging, ecc.
L’azienda si avvale del nostro servizio di controllo di gestione da circa 5 anni, questo le permette di avere sotto controllo in tempo reale la situazione aziendale. L’azienda ha sotto controllo la gestione finanziaria, conosce chiaramente tutte le sue voci di costo e il loro impatto sulla liquidità, conosce il costo e la marginalità per cliente e prodotto. Avere a disposizione queste informazioni ha permesso la costruzione di scenari precisi e l’elaborazione di risposte concrete.

Per gestire l’emergenza si è provveduto a:

In periodi di incertezza è di fondamentale importanza garantire una riserva di liquidità
  1. Garantire liquidità: si è analizzata la posizione finanziaria e gli impegni correnti, ipotizzando un calo di fatturato del 60% per i mesi di marzo e aprile con una graduale ripresa in quelli successivi. Alcuni interventi realizzati subito per contenere le uscite di cassa sono stati, per esempio: ricorrere alla moratoria su mutui e scadenze fiscali e alla cassintegrazione, ridefinire le politiche di acquisto e magazzino per garantire le forniture strategiche e ridurre l’investimento in capitale circolante;
  2. Ridurre l’impatto economico: si sono identificati gli impatti economici e le criticità dello scenario ipotizzato. Sono stati analizzati anche gli impatti sul budget annuale e sul piano strategico. Alla luce dei risultati delle analisi, si sono riorganizzate le attività di produzione, commerciali ed amministrative per contenere gli effetti negativi non solo nel breve periodo, ma anche nei piani di medio/lungo periodo;
  3. Salvaguardare fatturato e incassi: si sono analizzate le politiche commerciali nei vari settori e sono state definite azioni specifiche volte a generare la minore contrazione possibile del fatturato (per esempio: aumentare il focus della forza vendita sul settore alimentare).

Risultato: l’impresa può resistere per mesi senza compromettere la continuità aziendale, ripartendo al massimo una volta passata questa crisi.

Gestire l’emergenza: un’azienda B2C

Il secondo esempio riguarda un’azienda operante nel settore dell’estetica professionale (centri estetici) che si avvale del nostro servizio di controllo di gestione da 7 anni. Il fatturato è generato da prodotti da cabina (trattamenti di bellezza) e da prodotti domiciliari (cosmetici per uso domestico). L’azienda vende i propri prodotti al pubblico solo attraverso i centri d’estetica e non ha uno store online quindi, data la chiusura dei centri, ha visto il fatturato azzerarsi.

Per gestire l’emergenza, anche in questo caso, si è provveduto a:

  1. Garantire liquidità: si è analizzata la posizione finanziaria attuale e lo scadenzario degli impegni di breve termine, ipotizzando una ripresa del fatturato tra 3 mesi. Grazie all’analisi di scenario, sono state approntate tutte le misure possibili per mantenere l’attività minima e poter portare a termine i progetti in corso (per esempio: corsi on line per aggiornare gli agenti sui nuovi prodotti);
  2. Ridurre l’impatto economico: si è provveduto a riorganizzare l’attività aziendale per mantenere solo le funzionalità minime, in modo da ridurre il più possibile i costi e le spese in questo periodo. Non solo, si è analizzato l’impatto sull’andamento aziendale degli scenari futuri. In base al risultato dell’analisi, si sono rivisti i costi e le modalità operative al fine di contenere l’effetto negativo sulla redditività;
  3. Salvaguardare fatturato e incassi: si è approntato un sistema di consegna domiciliare al cliente del centro estetico. Il sistema coinvolge il centro nella raccolta degli ordini e nella trasmissione degli stessi all’azienda. La risposta è stata positiva sul 40% della clientela a cui sono state fornite maggiori consulenze sui prodotti. Le estetiste, a loro volta, hanno sfruttato l’occasione per mantenere il contatto con il cliente finale. In questo modo non è stato garantito solo del fatturato per l’azienda, ma anche per i centri estetici stessi.

Risultato: anche questa impresa, nonostante il fatturato quasi azzerato, riuscirà a resistere e a passare questa crisi senza compromettere la continuità aziendale.

Conclusione

Per riassumere, sono tre le dimensioni che vanno assolutamente prese in considerazione per gestire l’emergenza:

  1. Liquidità: bisogna fare in modo che ci sia liquidità suffìciente per gli impegni irrimandabili;
  2. Fatturato ed incassi: riuscire a mantenere un minimo di entrate può aiutare (ma attenti che non costi di più che chiudere completamente!);
  3. Impatto economico: bisogna ipotizzare anche degli impatti di medio lungo perido, sia per prepararsi a crisi prolungate, sia per evitare gestioni avventate;

Grazie al sistema di controllo di gestione, le aziende che abbiamo descritto negli esempi sono riuscite a reagire tempestivamente, attuando misure efficaci per contenere i danni. Avere a disposizione informazioni chiare e precise sulla propria azienda non è solo utile nella gestione corrente, ma indispensabile per reagire correttamente agli imprevisti.

Ragionare con dati precisi e tempestivi può fare la differenza

Il controllo di gestione non aiuta solo nella risposta immediata, è indispensabile per valutare gli impatti di lungo periodo. In questo modo si possono adeguare le risposte e i piani aziendali di conseguenza. Alcune azioni che possono sembrare utili e indispensabili nel breve periodo, possono invece dimostrarsi estremamente dannose nel lungo periodo. Senza il giusto sistema di controllo è impossibile fare queste valutazioni, controllare i rischi aziendali e studiare un piano di risposta per contenerli.


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