Coronavirus e imprese: come difendersi

Oltre al triste risvolto umano, il Sars-Cov-2 (detto anche Coronavirus o Covid-19) sembra sempre più essere l’inizio di una crisi economica dovuta al panico e alle misure attuate per contenerne la diffusione. I più colpiti sono i settori dei trasporti, dei viaggi e del turismo, ma anche la manifattura sta subendo gravi danni. Le cause sono sia la chiusura del mercato cinese, sia il calo generalizzato della domanda causato dalle misure di contenimento.

In un interessante articolo che di seguito vi riassumiamo, McKinsey delinea sette interventi che possono essere messi in atto dalle imprese per difendersi dalle conseguenze della crisi da Coronavirus:

  1. Proteggere i dipendenti;
  2. Predisporre ed implementare un piano di risposta aziendale;
  3. Assicurarsi che la liquidità sia sufficiente;
  4. Analizzare e stabilizzare la Supply Chain;
  5. Mantenere il contatto con i clienti;
  6. Essere pronti;
  7. Aiutare nel contrasto della diffusione;

Se invece volete leggere due esempi concreti di aziende che hanno adottato misure per mitigare gli effeti della crisi, cliccate su questo link.

Tre scenari

Ci sono tre possibili scenari per descrivere l’evoluzione della situazione nel 2020:

  1. Scenario Migliore: la diffusione del virus viene efficacemente contenuta già nel secondo trimestre. La Cina recupera rapidamente e il virus dimostra una marcata stagionalità. In questo caso, la fiducia dei consumatori ricomincia a salire, i viaggi e il turismo tornano alla normalità e gli effetti economici negativi si fermano al secondo trimestre del 2020. Questo purtroppo è lo scenario meno probabile.
  2. Scenario Intermedio: non solo continuerà la diffusione all’interno dei focolai consolidati, ma si vedrà anche la nascita di nuovi focolai. La Cina si riprenderà quasi completamente solo entro la metà del secondo trimestre, non prima. È probabile che vengano imposte restrizioni al movimento per tentare di arrestare o rallentare la progressione della malattia. Ciò determinerà quasi sicuramente una forte riduzione della domanda, che a sua volta ridurrà la crescita economica tra il secondo trimestre e l’inizio del terzo trimestre.
  3. Scenario Peggiore: il numero di casi crescerà rapidamente negli attuali focolai. Inoltre, nuovi focolai di trasmissione esplodono in Nord America, Sud America e Africa. In questo scenario si presuppone che il virus non sia altamente stagionale e che i casi continuino a crescere per tutto il 2020. L’impatto sarebbe significativo sulla crescita economica per tutto il 2020, con conseguente recessione globale.

In questi scenari, oltre alla riduzione della domanda, le imprese dovranno anche affrontare problemi nella supply chain. Vediamo quindi come si possono contrastare le conseguenze economiche del Coronavirus e contenere i danni.

Proteggere i dipendenti

La crisi generata dal Coronavirus è emotivamente stressante per molte persone a causa dei cambiamenti che impone nella loro vita quotidiana. Le aziende dovrebbero predisporre un piano a supporto dei dipendenti, allineato con le linee guida più prudenti indicate dalle autorità e che recepisca eventuali cambiamenti delle politiche di contenimento. Un atteggiamento di questo tipo aumenterà la serenità lavorativa e aiuterà a salvaguardare la salute e la produttività della forza lavoro.

Studiare un piano di risposta aziendale

L’imprenditore, le altre figure chiave ed eventuali consulenti dovrebbero studiare un piano di emergenza che preveda:

  1. Misure volte a tutelare la salute, il benessere e la capacità dei dipendenti di svolgere il proprio ruolo;
  2. Scenari di stress finanziario ed eventuali misure utili ad attenuarlo;
  3. Monitoraggio della catena di fornitura, della sua reattività e resilienza;
  4. Risposte di marketing e di vendita adeguate a ridurre lo shock nella domanda;
  5. Coordinamento continuo con le autorità e monitoraggio delle loro comunicazioni (sia riguardo al contrasto della diffusione del virus, sia riguardo ad eventuali aiuti per le aziende);

Visto il rapido evolversi della situazione, il piano concordato dovrebbe essere declinato in obiettivi specifici per le successive 48 ore, adattati continuamente, nonché obiettivi settimanali, tutti basati sullo scenario ritenuto più probabile.

Monitorare la liquidità

Per controllare la liquidità ogni azienda deve considerare le sue caratteristiche e lo specifico contesto in cui opera. Negli scenari creati bisogna ipotizzare i dati finanziari (flusso di cassa, conto economico, stato patrimoniale, ecc.) e identificare i fattori che potrebbero compromettere significativamente la liquidità. Per ciascuno di questi fattori si devono definire le contromisure necessarie per stabilizzare la situazione (ottimizzazione dei crediti e dei debiti a breve termine, riduzione dei costi, ecc.).

Analizzare e stabilizzare la supply chain

Le aziende devono definire quanti dei loro fornitori sono situati in aree di forte contagio o esposti a tale evenienza, nonché la probabile durata dell’esposizione. Questa analisi non va fatta solo per i fornitori di primo livello, ma anche per quelli di secondo e terzo livello (i fornitori dei nostri fornitori). È inoltre opportuno definire un piano di razionamento delle eventuali componenti critiche, prenotare capacità ferroviaria / di trasporto aereo, utilizzare scorte destinate al post-vendita come un ponte fino al riavvio della produzione.

Visto che la maggior parte delle fabbriche cinesi sta riprendendo i ritmi di produzione normali, la stabilizzazione dovrebbe essere necessaria solo nel breve termine. In alcuni casi, è giustificata una stabilizzazione a medio o lungo termine. Questo richiede aggiornamenti nella previsione della domanda, un’ulteriore ottimizzazione della rete di fornitura e/o la ricerca di nuovi fornitori.

Mantenere il contatto con i clienti

Le aziende che gestiscono meglio le situazioni straordinarie spesso ci riescono perché investono nei loro segmenti di clientela principali e anticipano i loro comportamenti. In Cina, ad esempio, anche se la domanda dei consumatori si è abbassata, non è scomparsa: lo shopping online è drasticamente aumentato per tutti i tipi di merci, compresi gli alimenti. È importante capire ed intercettare le nuove abitudini di consumo generate dall’emergenza, perché c’è il rischio che le preferenze dei consumatori (anche ad emergenza finita) non tornino più a quelle pre-epidemia.

Essere pronti

Molto spesso non si investe tempo nel pianificare una risposta alle emergenze finché non ci si trova in emergenza. In queste situazioni le riunioni e le simulazioni sono preziose.

Le aziende possono utilizzare le simulazioni per testare gli effetti delle strategie in diverse fasi di risposta (pianificazione di contingenza, risposta su vasta scala, ecc.). I diversi piani di risposta dovrebbero individuare i responsabili delle decisioni, definire i ruoli di tutte le persone coinvolte, garantire che le azioni necessarie per attuare il piano siano pienamente comprese e l’investimento richiesto sia prontamente disponibile.

Aiutare nel contrasto della diffusione

La forza delle aziende, soprattutto delle nostre PMI, è quella delle comunità di cui fanno parte. Quindi, se possibile, le imprese devono cercare di capire come supportare gli sforzi della collettività, ad esempio fornendo fondi, attrezzature o competenze (vedasi, per esempio, le ultime iniziative di Esselunga in questo senso).

Potete trovare l’articolo originale a questo link: https://www.mckinsey.com/business-functions/risk/our-insights/covid-19-implications-for-business

Photo by Charles Forerunner on Unsplash


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