Crisi d’Impresa e Controllo di Gestione

Quest’anno entrerà in vigore il nuovo Codice sulla Crisi d’Impresa che, tra le tante novità (indici, OCRI – organismi di composizione della crisi, procedure di segnalazione, organi di controllo, ecc.), parla anche dei sistemi di controllo interni all’impresa. In questo articolo parleremo del legame tra Crisi d’Impresa e Controllo di Gestione, in particolare di come il controllo di gestione possa prevenire o risolvere la crisi.

In particolare, parleremo di:

  1. Che cos’è la crisi d’impresa e le sue tipologie;
  2. Che cosa prevede il nuovo Codice sulla Crisi;
  3. Controllo di gestione nella prevenzione e gestione della crisi;

Che cos’è la crisi d’impresa

Definire la crisi d’impresa può sembrare una cosa banale ma, nonostante il risultato finale sia lo stesso (l’incapacità dell’impresa di far fronte alle sue obbligazioni e, quindi, di proseguire con la sua attività) esistono molte sfumature che incidono sulla sua gravità e sulle possibilità di recupero.

Detto questo, la crisi può avere natura finanziaria o strategica. Esaminiamo queste due tipologie.

La Crisi di natura Finanziaria

Questo tipo di crisi si ha quando l’impresa riesce a produrre reddito attraverso la sua attività, ma gli esborsi finanziari (dinamica dei flussi di cassa) non le permettono di avere sufficienti risorse finanziarie per far fronte alle sue obbligazioni. Le cause più comuni possono essere: un indebitamento troppo elevato, tempi di incasso molto lunghi a fronte di pagamenti ai fornitori a breve termine o crediti tributari fisiologici (p.e. IVA) che non vengono rimborsati. Anche fasi di forte crescita aziendale incontrollata che l’impresa non riesce a sostenere possono portare a tensioni nella liquidità. Questa è la crisi più facilmente risolvibile perchè in teoria è sufficiente intervenire sulla struttura finanziaria dell’impresa, ma è anche la meno comune. Infatti, molti pensano che questa sia l’unico tipo di crisi aziendale quando invece la maggior parte delle volte è la manifestazione finale di una crisi strategica.

La Crisi di natura Strategica

È la crisi più grave e più difficile da affrontare perché è causata da elementi che, se non affrontati tempestivamente, rischiano di rendere la ripresa impossibile. In particolare, è causata da fenomeni che influiscono sul business model dell’azienda e che incidono sulla capacità dell’azienda di stare sul mercato. Alcuni esempi: innovazioni tecnologiche, l’entrata di un nuovo concorrente, il cambiamento nei bisogni dei clienti, investimenti sbagliati e così via. È la tipologia di crisi più pericolosa perché è difficile accorgersene. Solitamente ha un periodo di incubazione molto lungo con un progressivo deterioramento delle performance aziendali, fino a sfociare in una crisi finanziaria. Solo quando si hanno manifestazioni evidenti della crisi si pensa di intervenire, ma solitamente è troppo tardi. Infatti, se non viene trattata per tempo, non solo sarà necessario un intervento sulla struttura finanziaria ma serviranno anche risorse per il rilancio del business.

Che cosa prevede il nuovo Codice della Crisi

Il nuovo Codice della Crisi d’Impresa prevede innanzitutto un cambio di filosofia: si passa da una gestione perlopiù liquidatoria della crisi in ottica di soddisfacimento dei creditori ad un’ottica di salvaguardia della continuità aziendale. Non ci dilungheremo sulla descrizione di tutte le previsioni del legislatore, ma ci concentreremo sull’idea chiave che permea tutta la riforma: prevenire è meglio di curare. Per prevenire le situazioni di crisi, i principali strumenti previsti sono:

  • Un assetto societario adeguato: la modifica dell’articolo 2086 c.c. introduce la necessità per l’imprenditore di istituire un assetto societario adeguato alle dimensioni dell’impresa e alla prevenzione della crisi;
  • Gli indicatori di crisi: indici che sottolineino squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario;
  • Obblighi di segnalazione: la segnalazione dello stato di crisi all’OCRI è obbligatoria sotto certe condizioni per l’organo amministrativo, per gli organi di controllo, per l’Agenzia delle Entrate e per gli Enti Previdenziali.

Per quanto possa essere efficace il sistema di segnalazione, rimane comunque il dubbio che gli OCRI non riescano a gestire tutte le segnalazioni a loro pervenute e che quindi si perda tempo prezioso nel processo di risoluzione.

Crisi d’Impresa e Controllo di Gestione

Una regola d’oro quando si affrontano le crisi aziendali è che prima si interviene, più possibilità si hanno di risolverle con successo. L’imprenditore invece tende a non far emergere la situazione di crisi finché non è grave e conclamata. Questo accade un po’ per orgoglio, un po’ per la speranza che le cose migliorino, ma soprattutto perché non ha gli strumenti adatti per affrontarla. Per questo la riforma va accolta positivamente, sperando riesca a far emergere precocemente le situazioni di crisi e a portare ad una loro positiva risoluzione.

Perché prevedere il Controllo di Gestione

Come abbiamo già detto, il legislatore ha imposto all’imprenditore di “istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale”. Questa parte del secondo comma dell’articolo 2086 c.c. si può in realtà tradurre con tre parole: controllo di gestione. Se avete letto il nostro precedente articolo sul tema, già sapete come il controllo di gestione raggruppi tutti gli strumenti per monitorare le performance aziendali. Non solo, comprende anche sistemi per valutare la strategia, i processi e l’assetto organizzativo aziendale. Infatti, grazie ad un appropriato sistema di controllo di gestione, si potranno avere sotto controllo i costi, i margini, la cassa e tutte le principali variabili della performance aziendale. Si potranno inoltre legare le performance alle scelte strategiche e all’efficienza dei processi aziendali (abbiamo già visto come creare una strategia di successo). Si capisce quindi perchè il legislatore abbia pensato di rendere obbligatorio il controllo di gestione nelle imprese.

Il processo di controllo di gestione: modificare obiettivi, decisioni e azioni dopo aver misurato i risultati
Il processo di controllo di gestione: modificare obiettivi, decisioni e azioni dopo aver misurato i risultati

La Prevenzione e la Soluzione della Crisi

Il sistema di controllo di gestione permetterà di controllare tempestivamente l’andamento aziendale e i segnali di un cambiamento nell’ambiente competitivo. Per esempio, un calo del fatturato potrebbe essere determinato da un calo temporaneo della domanda, da politiche aggressive della concorrenza o da un cambiamento nei bisogni dei clienti. È ovvio che la risposta aziendale dovrà essere diversa a seconda della causa. Solo con un sistema di controllo di gestione che fornisca rapidamente informazioni affidabili l’imprenditore potrà fare la scelta giusta. Se correttamente impostato, un sistema di controllo di gestione riuscirà a segnalare le minacce dell’ambiente competitivo prima che possano sfociare in una crisi strategica. Sarà anche in grado di intercettare eventuali squilibri finanziari prima che diventino cronici.

Nel caso venga implementato in un’azienda già in crisi, il controllo di gestione servirà innanzitutto a capire la gravità della situazione. Si potrà quindi calcolare l’entità delle risorse necessarie per il rilancio e stilare un corretto piano di risanamento. Se vi è già un piano in essere, il controllo di gestione sarà utile per controllare che gli obiettivi previsti vengano raggiunti.

In conclusione, un efficace sistema di controllo di gestione è necessario per qualsiasi azienda. Non solo per le sue capacità di anticipare o risolvere la crisi d’impresa, ma per migliorare le performance aziendali. Purtroppo, ci si accorge della sua necessità solo quando le cose vanno male. Si dovrebbe invece spostare la discussione da “controllo di gestione e crisi d’impresa” a “controllo di gestione e performance aziendali”.


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